Addio a Orazio Dogliotti, l’architetto che ridisegnò corso Italia

Si è spento a 78 anni il progettista ligure che nel 1992 firmò la riqualificazione del lungomare genovese: verde, rosoni artistici e una passeggiata diventata simbolo della città

È morto all’età di 78 anni Orazio Dogliotti, architetto originario di Castelnuovo Magra (SP) e fondatore dell’omonimo Studio Dogliotti, tra i più noti e prestigiosi studi di progettazione in Liguria. Si è spento dopo una lunga malattia, lasciando il ricordo di un professionista che ha segnato il volto di Genova con interventi urbanistici e architettonici di grande rilievo.

La sua firma più celebre resta il progetto di riqualificazione ambientale di Corso Italia, realizzato nel 1992: un intervento che trasformò completamente il lungomare cittadino, ridisegnando spazi e arredi urbani. L’opera prevedeva 3.500 metri lineari di sviluppo, 90.000 mq di nuova pavimentazione, 12.000 metri di bordi in granito rosa, 40 fioriere-panchine lunghe 14 metri e grandi rosoni artistici a decorare i marciapiedi. Una passeggiata che, ancora oggi, è il biglietto da visita della città sul mare.
Aveva anche collaborato con AMT. La palazzina gialla dell’esattoria in via Bobbio è sua, così come le fermate di corso Europa.
Architetto di talento e figura di riferimento per colleghi e committenti, Dogliotti ha lasciato un segno profondo nella progettazione ligure, con lavori che hanno unito estetica, funzionalità e rispetto del contesto urbano.
I funerali si terranno giovedì 25 settembre alle ore 11:30 nella parrocchia di San Paolo, in via Acquarone a Genova. Il Santo Rosario sarà recitato questa sera, alle ore 18, sempre nella stessa chiesa.
L’Amministrazione Comunale di Genova esprime il proprio «cordoglio per la scomparsa dell’architetto Orazio Dogliotti, autore nel 1992 della riqualificazione di corso Italia, uno dei progetti più significativi per il recupero urbano della nostra città. La sua opera ha lasciato un’impronta duratura nel paesaggio genovese, con un’attenzione particolare alla valorizzazione degli spazi pubblici e al rispetto del contesto storico e ambientale. La sua visione ha trasformato 3.500 metri di corso Italia in un luogo di incontro». Il Comune si unisce al dolore della famiglia e di quanti lo hanno conosciuto, «riconoscendo il contributo importante che ha dato a Genova e al suo sviluppo».
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